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Alfabetizzazione AI e AI Act: cosa chiede l'articolo 4

Alfabetizzazione AI secondo l'AI Act: cosa chiede l'articolo 4 dopo la modifica del 2026, cosa non serve e come impostare le misure in una media impresa.

, 5 minuti di lettura

Una donna al portatile e un collega seduto accanto a lei, con un quaderno aperto sulla scrivania
Foto: Pexels

In breve

  • L'alfabetizzazione AI è l'obbligo, previsto dall'articolo 4 dell'AI Act, di adottare misure per sostenere le competenze sull'AI di chi usa i sistemi in azienda.
  • Vale per chi sviluppa e per chi usa sistemi di AI, quindi anche per una media impresa che li usa nei propri processi, dal 2 febbraio 2025.
  • Dopo la modifica del 2026 l'obbligo non impone di garantire un livello specifico di competenza a ciascuna persona: chiede misure adeguate al ruolo e agli strumenti.
  • Non servono certificati né un corso standard, ma la Commissione europea consiglia di tenere un registro interno di quanto è stato fatto.
  • Le misure più solide sono legate al processo: chi usa quale strumento, cosa può sbagliare, quando fermarsi e chi chiamare.

Un collega incolla in un assistente AI i dati di un cliente. Un altro si fida di un riepilogo senza controllare l'ordine originale. Nessuno ha mai spiegato loro cosa lo strumento sa fare, cosa sbaglia e quando fermarsi. È il problema a cui risponde l'articolo 4 dell'AI Act, il Regolamento (UE) 2024/1689.

L'alfabetizzazione AI è l'obbligo, per chi sviluppa o usa sistemi di AI, di adottare misure che sostengano le competenze sull'AI del personale e delle altre persone che li usano per conto dell'impresa. Non chiede un corso standard né un certificato: chiede misure adatte a chi usa quale strumento. Informiamo, non facciamo consulenza legale.

Che cos'è l'alfabetizzazione AI nell'AI Act?

L'alfabetizzazione AI, nell'articolo 4 dell'AI Act, è l'insieme di misure che un'impresa adotta per sostenere lo sviluppo delle competenze sull'AI di chi lavora con questi sistemi. Riguarda sia i fornitori sia i deployer, cioè chi usa un sistema di AI sotto la propria responsabilità.

Secondo il testo pubblicato dall'AI Act Service Desk della Commissione europea, le misure riguardano il personale e chiunque gestisca o usi i sistemi per conto dell'impresa. Si tiene conto di conoscenze tecniche, esperienza, istruzione e formazione, del contesto in cui il sistema è usato e delle persone su cui ha effetto.

La parola "misure" conta. L'obbligo non è un esame da superare, ma un impegno a fare qualcosa di sensato e a poterlo mostrare.

Cosa è cambiato nel 2026?

Con il Digital Omnibus sull'AI, entrato in vigore a metà luglio 2026 secondo le FAQ della Commissione europea sull'alfabetizzazione AI, l'articolo 4 resta un obbligo, ma non impone più di garantire un livello specifico di competenza.

Le modifiche, secondo le stesse FAQ e il testo del Service Desk, sono tre:

  • il paragrafo 1 chiede di adottare misure a sostegno dell'alfabetizzazione, senza imporre un livello specifico a nessuna persona;
  • la Commissione e gli Stati membri devono sostenere imprese e fornitori, in particolare le PMI, e la Commissione pubblica esempi pratici sulla piattaforma unica di informazione;
  • il Consiglio per l'IA adotta raccomandazioni per promuovere l'alfabetizzazione, anche con obiettivi comuni.

La data da cui l'obbligo si applica non cambia. Secondo la Commissione europea, l'articolo 4 si applica dal 2 febbraio 2025, mentre la vigilanza delle autorità nazionali di mercato parte dal 2 agosto 2026. Per il quadro generale di scadenze e ruoli, vedi AI Act: cosa cambia per una media impresa che usa l'AI.

Cosa non serve fare?

Non servono certificati, un corso standard, un esame al personale o una struttura di governance dedicata. Lo dicono le FAQ della Commissione europea, che però non lasciano la questione al caso: servono misure che funzionino davvero.

Secondo le FAQ della Commissione europea:

  • Certificato: non serve.
  • Misurare la conoscenza: l'articolo 4 non obbliga a valutare quanto ciascuno sa di AI.
  • Governance: non è richiesta una figura o un comitato dedicati.
  • Registro: non è obbligatorio, ma la Commissione indica che si può tenere un registro interno dei corsi e delle altre iniziative.
  • Istruzioni d'uso: affidarsi a quelle del fornitore, o chiedere al personale di leggerle, può essere inefficace.

Le stesse FAQ indicano un approccio basato sul rischio: più un sistema è delicato, più misure servono. Per i sistemi ad alto rischio, chi li usa deve inoltre garantire che le persone incaricate della sorveglianza umana abbiano la formazione necessaria.

Come si impostano le misure in una media impresa?

Conviene partire dagli strumenti che le persone usano davvero, non da un corso generico. Una misura efficace risponde a quattro domande: chi usa quale strumento, per fare cosa, che errori può commettere e a chi si rivolge in caso di dubbio.

  1. Elenca gli strumenti di AI in uso e chi li usa, compresi quelli che i dipendenti usano per conto proprio ma per lavoro.
  2. Raggruppa le persone per ruolo. Chi usa l'AI per scrivere email ha bisogno di cose diverse da chi controlla gli ordini o le fatture preparati da un agente.
  3. Per ogni gruppo scrivi tre cose: cosa lo strumento fa bene, dove sbaglia di solito, quali dati non vanno mai inseriti.
  4. Definisci le eccezioni. Quando una persona deve fermarsi, correggere o passare il caso a un'altra, e chi risponde.
  5. Scegli il formato: una sessione breve con esempi del proprio lavoro, una scheda di una pagina per strumento, un affiancamento nelle prime settimane. Non esiste un formato obbligatorio.
  6. Tieni traccia di cosa hai fatto: date, destinatari, contenuti. Un registro semplice basta.

Le misure non si fanno una volta sola. Quando cambia uno strumento o si automatizza un nuovo processo, la scheda e il registro si aggiornano.

Perché la formazione legata al processo funziona meglio

Una sessione generica sull'AI spiega cos'è un modello linguistico, ma non dice a chi controlla le bozze di ordini quando fidarsi e quando no. La formazione legata al processo parte invece dagli errori concreti che quel processo può produrre.

Quando un agente AI legge ordini o abbina incassi, il lavoro delle persone cambia: non inseriscono più i dati, controllano le proposte della macchina. Questo richiede di sapere quali casi l'agente passa alla persona e perché, come si corregge un errore e cosa fare quando lo strumento è sicuro di sé ma sbaglia. Sono competenze diverse dalla conoscenza generale dell'AI.

Per questo conviene progettare la formazione insieme al processo, non dopo. Se vuoi capire in quali processi dell'azienda ha senso partire, l'assessment serve a mapparli insieme a te, insieme agli strumenti già in uso. Per chi guida l'azienda, la pagina soluzioni per la direzione descrive dove interveniamo.

Cosa fare questa settimana

Servono poche ore, e il risultato è un documento che puoi mostrare a chiunque te lo chieda:

  • fai l'elenco degli strumenti di AI e di chi li usa;
  • scrivi per ognuno una scheda di una pagina: a cosa serve, errori tipici, dati vietati, chi chiamare;
  • fissa una sessione breve con ciascun gruppo, usando esempi del suo lavoro;
  • apri un registro con date e partecipanti;
  • stabilisci una revisione annuale, o a ogni nuovo strumento.

Verifica sempre il testo ufficiale e le indicazioni nazionali: le autorità di vigilanza applicano la normativa secondo le regole del proprio Stato.

Domande frequenti

Serve un certificato di formazione per ogni dipendente?

No. Secondo la Commissione europea non serve alcun certificato. L'articolo 4 non chiede di verificare il livello di conoscenza delle persone. Chiede misure adeguate, e la Commissione indica che si può tenere un registro interno dei corsi e delle altre iniziative svolte.

Basta far leggere al personale le istruzioni d'uso dello strumento?

Di solito no. Le FAQ della Commissione europea avvertono che affidarsi alle istruzioni d'uso, o chiedere al personale di leggerle, può essere inefficace. Le istruzioni servono, ma vanno accompagnate da misure che tengano conto di ruolo, esperienza e contesto d'uso di chi lavora con lo strumento.

L'obbligo riguarda anche i collaboratori esterni?

Sì, se usano i sistemi di AI per conto della tua impresa. L'articolo 4 parla del personale e delle altre persone che si occupano del funzionamento e dell'uso dei sistemi per conto di chi li impiega. Possono essere consulenti, fornitori di servizi o collaboratori con un contratto diverso dal lavoro dipendente.

Servono una figura o un comitato dedicati all'AI?

No. Secondo la Commissione europea l'articolo 4 non impone alcuna struttura di governance, come un responsabile dell'AI o un comitato. Conta che le misure esistano e siano adatte alle persone e agli strumenti, non l'organigramma che le gestisce.

Fonti

  1. AI Act Service Desk della Commissione europea, articolo 4 (testo modificato)
  2. Commissione europea, AI literacy: questions and answers

Articolo della redazione di Mageus, con le fonti dei dati citati.

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